Impegni

Siamo in viaggio verso Est e vi voglio parlare degli impegni che mi sono preso con voi.

In primo luogo quello di raccontarvi quello che vedrò lungo i 500 chilometri di Creta. In che modo intendo farlo?
Ogni giorno spedirò il mio diario di viaggio, che troverete in versione semplice, solo testo, sul blog CamminaCreta, e in versione più ricca sulla seguente pagina del portale Movimentolento:
http://www.movimentolento.it/it/resource/trip/camminacreta/

Il diario vero e proprio sarà preceduto da:
–    la frase del giorno – Fabiana, la mia compagna, ha scelto per me una trentina di citazioni dal maestro zen Thich Nath Hanh, brevi frasi che pescherò a caso da un sacchettino di cotone. La frase del giorno verrà letta al mattino prima della partenza della camminata, insieme a chi quel giorno camminerà con me. Servirà da spunto per predisporsi nell’animo giusto per la giornata, e servirà anche per vedere dove durante la giornata ritroverò il suo insegnamento.
–    La foto del giorno – tra le foto che avremo scattato sceglierò una foto che rappresenti la giornata, una foto con cui comunicarvi per immagini questo cammino.
–    L’incontro del giorno – l’anticipazione dell’incontro più interessante, una o più persone di cui vi farò conoscere la storia. E’ una parte importante del mio viaggio, sono qui anche per conoscere persone che abbiano una storia da raccontare.

In un’altra pagina del sito Movimentolento ci sarà la parte più tecnica: la traccia Gps del percorso, che metterò a disposizione gratuitamente per tutti gli appassionati. Nessuno si perderà più percorrendo l’E4 a Creta! A meno che non lo voglia, vivendo l’avventura senza gps, e anche questo è il bello del cammino. In questa pagina pubblicherò anche alcune indicazioni tecniche su ogni tappa, lunghezza, dislivelli, difficoltà, punti forti. La descrizione completa, così come il reportage fotografico, vedranno la luce in un secondo momento.

Manderò ogni giorno il tutto a Tommaso di Movimentolento che lo metterà on line. E a Marina Merella che gentilmente si è offerta di tradurre in inglese. Perchè ci sono tante persone qui a Creta che sono interessate al mio viaggio, ricevo mail di incoraggiamento da persone che vorrebbero in futuro camminare sullo stesso percorso, ma anche da chi semplicemente è interessato ala notizia, come RadioKrete, che vorrebbe tradurre il mio diario in tedesco.

Prodromo giorno VII – 22 ottobre

Agia Ekaterini – Omalos

Ultimo giorno di cammino del Prodromo. Dopo la bella notta sotto la luna piena, con il sacco a pelo su un letto di aghi di pino, eccoci partire di buon’ora per uno dei sentieri piu’ belli dei Monti Bianchi. E’ il sentiero dove non si incontra mai nessuno, che sale in una valle che ha molto di magico, il fondo di un fiume secco, che sale da quota 900 a quota 1600, in un bosco di querce spinose, cipressi e aceri sempreverdi. E’ Achlada. E nella parte alta ci sono i mitato (stazzi di pastori), ma in questo periodo non ci sono pastori, solo pecore e capre.

Poi dopo l’ultimo mitato si sale a mezzacosta un’altra valle piu’ ripida, non c’e’ piu’ vegetazione, solo sassi, rocce, il sentierino in certi punti e’ largo dieci centimetri, si cammina come equilibristi su ghiaia instabile. Ma saliamo sicuri, ci fidiamo dei nostri piedi. A 1700 di quota ci si affaccia sulla gola di Tripiti, dall’alto. Maestosa, impressionante, troppo grande per noi piccoli umani. E qui inizia un mezzacosta fatto di strettoie a strapiombo, passagi con corde fisse, scalette di ferro, paesaggio dolomitico. E, come sempre in questi casi, nebbia e pioggerellina fitta. Alla sella sotto il monte Gigilos inizia la discesa. Nessuna voglia di andare in cima, l’umidita’ entra nelle ossa. Ma siamo felici ,anche la tappa di oggi era difficile, e l’abbiamo camminata senza fretta, ma a buon passo, con il piacere di essere qui.

Ora siamo a Omalos, nell’albergo Neos Omalos, a cenare con boureki (sformato di patate, zucchine, formaggio e menta), horta (cicorie selvatiche), fagiolini in umido.

E il cammino del Prodromo e’ concluso. Domani si va a Chania in bus, e mentre gli altri visitano la citta’ e approfittano di questa giornata di riposo per fare un rientro piu’ lento, decompressione per evitare lo schock del ritorno, io comicio a preparare il CamminaCreta. Fare il nuovo zaino, affittare un’auto per spostarmi a Est, fare i contratti per il collegamento internet e per una sim greca.

Un ringraziamento ai miei 5 compagni di viaggio, Lauretta, Alberto, Enza, Laura e Gherardo, perche’ mi sono stati vicini in questi giorni in modo tranquillo e sereno, ottimi camminatori, e buoni viaggiatori.

E grazie a tutti quelli che hanno mandato saluti e commenti positivi, e’ bello sapere che tante persone ogni giorno si collegano a questo blog.

Appuntamento tra 2-3  giorni!

Novita’ per l’aiuto agli asini di Creta

Due messaggi incoraggianti per il mio appello a favore del progetto di aiutare gli asini a Creta, il santuario dei due scozzesi. Ero in effetti un po’ preoccupato, perche’ a parte l’adesione di aziende come Scarpa, Patagonia e Osprey che hanno dato materiali e attrezzatura, sembrava che del progetto di salvare gli asini sull’isola non interessasse a molti. Ma qualcosa si muove!

carissimo Luca, stamani ti ho spedito un bonifico di 100 euro per gli asini di Creta. Grazie per questa possibilità, e grazie ai tuoi coraggiosi amici a cui vanno tutta la mia ammirazione e gratitudine.
Ho un’asinella adottata a distanza e tengo molto a cuore la sorte di queste povere creature.
un abbraccio, Maura

  • ciao Luca
    ho messo il tuo messaggio su facebook nel gruppo LA REPUBBLICA DEGLI ASINI
    STANNO GIà ARRIVANDO RISPOSTE
    nei prossimi giorni provvedo a implementare le info sui vari siti web a me collegati

    ciao e buon cammino

    massimo Montanari

  • Prodromo giorno VI – 21 ottobre

    Sougia – Agia Ekaterini

    Oggi partenza lenta. E’ bello sapere che ci si puo’ concedere qualche ora di ritardo senza rimorsi. Ecco perche’ iniziamo a camminare alle 11, ecco perche’ tutta la tappa e’ “siga’ siga’ “. A Kustogerako pranziamo nella piazza del villaggio. Da una parte una fila di sedie con sedute delle donne in nero. Vanno, vengono, sono cinque o sei.  Dall’altra parte della piazza il Kafenion con gli uomini. Anziani anche loro.

    Dovete sapere che Kustogerako e’ famosa per la guerra partigiana. I tedeschi stavano per fucilare alcune persone e un “andartes” (partigiano) ha sparato uccidendo qualche soldato. Ovviamente il villaggio e’ stato raso al suolo per rappresaglia. E ancora si vedono i segni. Ma si respira una bell’aria qui, il villaggio e’ circondato da ulivi centenari, le case sono povere ma ordinate, la gente sorride, le donne in nero scherzano con noi, il pensiero mi e’ venuto subito: perche’ non comprare una casetta proprio qui?

    A 500 metri di quota, ma vicino al mare di Sougia. In campagna, con le pecore che camminano per le strade. Sono anni che ci penso, a una casetta a Creta, anche piccolissima, dove rifugiarmi quando in Abruzzo fa freddo. Ma per adesso non posso sperarlo. La vedrei con un piccolo giardino pieno di fiori, e se fosse piu’ grande ci farei anche un rifugio per gli escursionisti che salgono ai Monti Bianchi o che scendono da lassu’ verso il mare.

    Ma torniamo con i piedi sulla terra rossa di Creta, e riprendiamo il cammino, dopo aver salutato tutti e aver ricevuto in regalo alcuni fichi da una donna.

    Sopra il villaggio inizia la montagna. Dopo una serie di tornanti c’e’ una stalla, con tante pecore tutt’intorno.  Tra i cespugli c’e’ un agnellino, dev’essere nato da pche ore, ha ancora il cordone ombelicale, poverino e’ rimasto a cavalcioni di un ramo, un arbusto, ma lui penzola abbandonato con le  zampe nel vuoto. Sembra rassegnato, forse alla morte, forse solo all’attesa. Lauretta lo libera, e’ piccolissimo, lo rimette in piedi, cammina a fatica. Comincia finalmente a belare, speriamo tutti che la madre lo raggiunga, si sente una pecora belare piu’ forte delle altre da molto lontano, sara’ la madre?

    Proseguiamo, poco dopo sopra di noi volano due aquile. Dopo un primo momento di ammirazione per il loro volo ecco la preoccupazione: e se le aquile vedono l’agnello solo, lontano dalla madre? Cosi’ piccolo lo solleverebbero in volo… Questo mi ricorda cosa dice Thich Nath Hanh: il canto di un uccello e’ per noi fonte di gioia, ma per un lombrico e’ fonte di terrore. Quello che in natura per alcuni e’ bello per altri e’ segno di possibile morte.

    E questo agnellino appeso nel vuoto mi ricorda anche le foto che Stelios mi ha mostrato pochi giorni fa.  Durante un’escursione in una zona inaccessibile di Samaria, una delle camminate avventurose fuori sentiero che Stelios fa con amici, hanno trovato un agrimi (capra selvatica) appeso a un ramo per le corna, morto da qualche giorno. Se non avessi visto le foto non ci crederei. Succede che gli agrimi, come le capre, siano ghiotti delle foglie dei prinos (querce spinose) e le corna rimangano impigliate… la natura da’, la natura toglie.

    La tappa di oggi finisce a quota 900, alla chieseta di Agia Ekaterini (Santa Caterina). E’ un bel posto, tra i pini, affacciato sulla valle sotto. E poi c’e’ un riparo per la notte, in caso di pioggia. Ci rilassiamo perche’ domani la tappa sara’ piu’ faticosa, accendiamo un fuoco, ci dedichiamo un po’ a noi stessi.

    Alberto invece sembra scalpitare e dice: ” siamo nella situazione dei campi di concentramento. Fermi ni questo posto senza niente da fare, senza un obiettivo preciso”.

    Quando pero’ poi sale la luna, piena e luminosa, tutti rimangono incantati e entrano nel magico cerchio del fuoco. Dormo sotto un pino, con la luna che durante la notte fa un lungo giro nel cielo, il silenzio tutto intorno, le luci dei paesi laggiu’.

    Prodromo giorno V – 20 ottobre

    Agia Roumeli – Sougia

    Sono al ristorante Galini a Sougia, e ce l’abbiamo fatta! Siamo riusciti a camminare da Agia Roumeli a Sougia in un giorno, sono 10 ore di cammino effettive in un ambiente molto severo, a picco sul mare, sentieri sassosi, spesso esposti. In passato avevo gia’ camminato su questo sentiero, ma mi ero sempre fermato a dormire a 3/4 del percorso, nelle gole di Tripiti. In passato pero’ accompagnavo gruppi di 14 persone. Invece oggi siamo in 6, e tutti molto motivati. Anche perche’ l’idea di rimanere bloccati ad Agia Roumeli non piace, e in questo momento Agia Roumeli e’ un’isola nell’isola. Fabiana, Giacomino, Claire e Stelios sono ancora bloccati la’, i traghetti non arrivano e le gole di Samaria sono chiuse, l’unica via di fuga e’ il tappone che abbiamo fatto noi.  Il tempo e’ brutto, abbiamo preso alcuni acquazzoni, ma poi veniva il sole e ci asciugava. L’idea di dormire a meta’ nelle gole, con la pioggia notturna, era un altro elemento che ci faceva votare per una lunga sgambata senza soste. E cosi’ e’ stato. Partiti alle 9, arrivati alle 19. La cosa bella e’ stata la tranquillita’, nessuno era preoccupato o nervoso, si andava passo dopo passo, senza parlare di obiettivi o tempi o ritmi da tenere. Si camminava e basta. Spesso in silenzio, ma era proprio bello in questi posti selvaggi quel silenzio.

    A meta’ circa l’unico incontro umano: in una casetta sulla spiaggia vive qui per periodi un uomo di Agia Roumeli, lo chiamano “l’uomo delle api” perche’ sta qui per seguire le sue api, le sue pecore, ha un asino con cui si muove, ha una casetta piccola, e ha una cisterna dove raccoglie l’acqua piovana. E’ un bene prezioso, e lo dona con piacere ai pochi escursionisti che tentano questa lunga traversata. Eccolo che va al pozzo, butta il secchio e ce lo porta. Riempiamo le borracce e beviamo a lunghi sorsi.  Poi ci offre anche il “raki”, la grappa di queste zone, che noi ridendo rifiutiamo. Ci aspetta ancora tanto cammino, non possiamo certo berci quella bomba!

    Dopo l’uomo delle api il sentiero corre a livello del mare, un tratto spettacolare, con le onde del mare grosso (anche oggi niente traghetti) che ci bagnano. E’ tutto un calcolare l’onda: onda grossa, aspetta, e ora VAI!

    Altro incontro bellissimo dopo le gole di Tripiti con un agrimi maschio, la capra selvatica di Creta, un esemplare giovane era accucciato dietro una roccia, io sono sbucato dal sentiero e lui e’ partito di corsa davanti a me, in un attimo era in fondo al vallone.

    Arriviamo a Sougia col buio, ma felici. E’ una piccola impresa che ognuno di noi ha compiuto, con modestia, e con gioia. La cena da Galini con la zuppa di pesce buonissima che cucina Stelios e’ la conclusione degna di questo giorno.

    Prodromo giorno IV – 19 ottobre

    Escursione al castello turco e alle gole di Eligas

    Nessun traghetto per il mare grosso, e le gole di Samaria sono chiuse. Come ce ne andremo da qui?

    Oggi partiamo con zaini leggeri per l’escursione al castello turco che domina la baia di Agia Roumeli. Si arriva al villaggio vecchio, e da li’ si sale in un canalone ripidissimo, arrancando sulle pietraie che certe volte fai un passo avanti e uno indietro.

    Sono 700 metri in salita, in una bella pineta ombreggiata. Da lassu’ la vista sul mare e sui villaggi sotto di noi. Il mare e’ molto mosso, e la baia ha un colore azzurro bianco, come se l’acqua stesse ribollendo.

    Discesa altrettanto ripida, poi la quiete delle gole, l’uscita di nuovo sul mare.

    In attesa della cena (si mangia quello che c’e`, senza traghetti nessun rifornimento) si considera che essere isolati e’ anche molto piacevole, un po’ come essere su un’isola, non si puo’ andar via dal mare e non si puo’ andar via via terrra…

    …e si pensa a tutte le possibili soluzioni, domani e’ anche prevista pioggia, ma a Creta vige una regola: “siga siga”, che significa “piano piano”, ogni cosa a suo tempo, una soluzione si trova sempre e qualcosa succedera’ !

    Ma non preoccupatevi, stiamo tutti benissimo!

    Prodromo giorno III – 18 ottobre

    Agios Ioannis – Agia Roumeli

    Il gruppo e’ in gran forma. Tutti camminano con passo energico, io stesso mi sento proprio bene, mi sento gia’ allenato per il CamminaCreta. Siamo partiti con la pioggia da Agios Ioannis, ma smetteva e riprendeva senza bagnarci mai veramente. Ogni volta che mi affaccio dalla Selludha, la mulattiera che scende ripida al mare, rimango estasiato dal paesaggio e guardo i volti di chi lo vede per la prima volta. Lo stupore, l’ ohhhhh che esce dalle loro bocche, mi piace giocare con questo non anticipando mai niente per lasciare che lo stupore sia completo.

    Nella discesa incontriamo due persone. Ma sono loro! Il papa’ tedesco con lo zaino enorme e la ragazzina con i sandali. Sono gia’ qui! Conosco la strada che hanno percorso, mi sembra quasi impossibile, io ci ho messo molto piu’ tempo quando in passato ho fatto quel giro. Il papa’ mi dice che hanno dormito nelle gole, hanno acceso un fuoco anche se pioveva, ma alla mattina non hanno potuto accenderlo. Quando gli dico  che sono stupito, lui risponde che e’ sua figlia che e’ molto “strong”! Come se lui non stesse portando uno zaino di 20 kg!

    Sulla spiaggia di Agios Pavlos ci rifugiamo nella chiesetta bizantina, e facciamo un bagno in mare, e il mare oggi e’ con onde molto alte.

    Quasi ad Agia Roumeli ci vengono incontro Fabiana, la mia compagna, con Giacomo il mio piccolo bambino, e Claire con Elli. Sono tutti ad Agia Roumeli in questi giorni! Siamo tutti ospiti da Stelios, ristorante e bed&breakfast “Pachnes”, e siamo tutti bloccati qui!

    Prodromo giorno II – 17 ottobre

    Katsiveli – Agios Ioannis

    Oggi ho ascoltato la voce di mia madre la Terra di Creta, e ho scelto la via piu’ semplice, non siamo passati sulla cima del Pachnes ma siamo scesi a Potamos sulla via di Agios Ioannis. Tappa comunque molto impegnativa!

    Nella valle di Potamos, poco prima del “mitato” (stazzo di pastori) siamo stati accolti in modo poco ospitale: uno sparo molto vicino. Due cacciatori sopra di noi, sulla costa della montagna. Mi spavento e mi chiedo se si fossero sbagliati e ci avessero scambiati per lepri o pernici.

    Penso che Michael Moore abbia ragione quando nel film “Blowing a Columbine” sostiene la tesi per cui in una nazione in cui le armi sono vietate (lui fa l’esempio del Canada) il livello di violenza e omicidi sia piu’ basso.

    A Creta il problema delle armi c’e’, c’e` la caccia e c’e` il bracconaggio. Mi viene in mente una storia accaduta non molto lontano da qui, in un villaggio della regione di Sfakia. Un uomo, un ragazzo, appassionato di caccia, uomo tranquillo, lavoratore, con famiglia, un giorno, a causa di un litigio con un vicino di casa per un confine tra due terreni, e’ entrato in casa, ha preso il fucile da caccia, e’ uscito in giardino e ha sparato al vicino dall’altra parte della rete, e per sua sfortuna l’ha ucciso.

    Cosa spinga un uomo, un ragazzo, a fare un gesto come questo, senso di giustizia, rabbia, vendetta, quale sofferenza sia stata poco importa, ma questo sfakiota che conosco personalmente e’ in carcere da tanti anni e ha rovinato la vita sua e della sua famiglia.

    Aveva una moglie e due bambini piccoli. Ora tutta la famiglia e’ stata obbligata dal tribunale ad andarsene dal villaggio dove viveva per paura dell’inizio di una faida, altro male di questi luoghi.

    Se non ci fosse stato quel fucile a portata di mano…

    La tappa e’ continuata in modo molto piacevole, il sentiero che da Potamos porta sotto lo Zeranokefala, passando dall’unica sorgente della zona, e’ uno dei miei sentieri preferiti sui Monti Bianchi. Rocce a strapiombo, cipressi contorti, affacci sul mare. Incontriamo una lepre, e due tedeschi, un papa’ con zaino immenso e figlia quattordicenne, lei cammina con i sandali da torrentismo. Mi stupisco, dicono che scendono nelle gole qui sotto, avventurosi davvero!

    La sera siamo ospiti al villaggio di Agios Ioannis nella vecchia grande casa sulla collina, da Adonis Georgedakis, il fratello di Stelios, uno dei camminatori del prossimo CamminaCreta.

    Lui e Ana ci preparano una semplice ma ottima cena con i sapori del villaggio: zuppa di lenticchie con tutti gli aromi di Creta, insalata del pastore con la mesithra, un formaggio tenero, poi olive, patate fritte, vino fatto da loro.

    Prodromo giorno I – 16 ottobre 2010

    Eccomi a Creta!

    Come gia’ detto, nel Prodromo non ho con me i mezzi tecnologici, quindi affido al mio amato Moleskine qualche pensiero e lo spedisco solo quando trovo una postazione internet. Sono ad Agia Roumeli ad aggiornarvi e vi scrivo dal Ristorante Pachnes .

    Tappa da Omalos al bivacco Katsiveli

    Partiamo subito accolti dalla pioggia, una perturbazione non troppo forte, ma piove con vento freddo e passando dalla cima del Melidau in alcuni momenti la pioggia si fa piccoli chicchi di grandine.

    Vediamo due grifoni, e, vicino al Katsiveli, un’aquila. Sebbene aquile e grifoni siano delle stesse dimensioni, com’e’ diverso il loro volo! L’aquila e’ l’essenza dell’eleganza, ma si deve osservarla veramente per accorgersene.

    Insomma, oggi la terra di Creta si e’ presentata. E’ come se mi avesse detto:

    “Stai attento, ragazzo mio, stai in campana! Sii umile, avvicinati con timidezza, io sono qui, io sono tua madre, la Terra, ma non sempre potro’ prendermi cura di te. Entra in punta di piedi. E lascia perdere le sfide, il viaggio che vuoi compiere non e’ una sfida. Non sentirti un superuomo se riuscirai a portare a termine il tuo cammino, e allo stesso modo non sentirti un fallito se non tutto rispettera’ i tuoi progetti. Sii modesto, e vivi con consapevolezza il tuo presente, il tuo viaggio. Hai una bella opportunita’: cerca di coglierla, per crescere dentro. Io sono tua madre, ma non correro’ sempre in tuo soccorso, sei tu che cammini!”

    Cosi’ mi ha parlato la terra di Creta oggi.

    E alla sera il bivacco Katsiveli ci ha accolto grazie agli uomini del Club Alpino di Chania. Il bivacco e’ pulito, accogliente, ci sono viveri per chi arriva fin qui stanco e con poco cibo. Ringrazio la Terra per avermi parlato, e gli uomini che sanno essere ospitali e generosi.

    Eccoci, dentro al bivacco, noi 6, stanchi, a raccogliere l’acqua piovana dalla cisterna sotto il pavimento per cucinarci un te’ caldo. Ed ecco arrivare altri 4 viandanti, che accogliamo con il nostro te’: sono due giovani ragazzi a Creta per il progetto Erasmus, uno e’ tedesco e uno e’ ceco; e due tedeschi, lui molto esperto dei sentieri di Creta, si chiama Peter e ci raccontiamo il nostro amore per questi sentieri.

    PS: chi vuole lasciare saluti per me o per chi cammina con me (Gherardo di Fano, Lauretta di Aosta, Alberto di Novara, Laura di Genova e Enza di Perugia), puo’ farlo come commento agli articoli, ci fa’ sempre piacere avere notizie da voi!

    Preparando gli zaini

    Oggi è giorno di bagagli. Non facile! Devo preparare uno zaino per il Prodromo e uno zaino per il CamminaCreta. Molte cose (sacco a pelo, materassino, bastonicini) saranno le stesse. Altre cose saranno diverse. L’abbigliamento del CamminaCreta sarà più pesante, perchè la stagione va verso il freddo. Quindi giacca a vento invernale e pantaloni invernali. Nel secondo zaino metto tutti i ricambi: busta dell’igiene, pronto soccorso, tutto raddoppia. Una parte dell’abbigliamento lo laverò nel passaggio tra un cammino e l’altro, una parte lo cambierò. Nello zaino del CamminaCreta tutta l’attrezzatura tecnologica, che non porterò nel Prodromo perchè sarà un viaggio senza tecnologia.

    Per il CamminaCreta ho messo nello zaino: una fotocamera Lumix TZ10 , pensata per i viaggi, perchè ha uno zoom molto potente, e un GPS incorporato per geolocalizzare le foto; un netbook Asus; un gps Garmin Oregon 300; un registratorino tascabile Sony per prendere appunti (ma anche una Moleskine!); un telefono cellulare.

    Dei 3 sacchi a pelo che ho (tutti e 3 North Face!) prenderò quello medio (il Blue Kazoo). Vorrei prendere quello più caldo, ma pesa troppo, devo risparmiare quel mezzo chilo per portare batterie, cavi e cavetti, insomma rischierò di avere freddo per portare giochini tecnologici per bambini cinquantenni!

    Come zaino avrò un North Face Prophet, lo zaino più leggero, il mio preferito.

    Gli scarponi ovviamente sono Scarpa, la mia marca di fiducia, porterò i Trek, perchè ne ho un paio quasi nuovi, rodati in un trekking in Sardegna il mese scorso, sono di pelle sia dentro che fuori, morbidi e sani, il piede traspira bene e si sente più libero,  penso che sapranno durare tutti i  40 giorni del mio viaggio.

    I miei piedi li tratto con un olio speciale che mi sono fatto da solo. Con 9 oli essenziali di erbe di montagna, diluiti in olio di arnica. I piedi vanno coccolati, ogni sera, con un piccolo massaggio.

    E vanno avvolti di materiali sani, calze in lana merinos e scarpe in pelle traspirante.

    Pochi giorni fa ho avuto un contatto con la Flora, la ditta che produce oli essenziali, e ho proposto loro di fare una linea di prodotti per i camminatori, ci stanno pensando!

    L’abbigliamento sarà il più possibile della mia marca preferita: Patagonia. La giacca a vento per il Prodromo è una Rain Shadow, leggerissima. Però per il CamminaCreta prenderò una giacca più pesante, invernale, ha qualche anno, non ricordo il modello, ma sempre Patagonia, però!

    Sulla pelle magliette di lana merinos, Patagonia, Icebreaker, Smartwool.

    Tecnologia al naturale, perchè la tecnologia e i progressi possono essere messi al servizio del benessere, non solo del profitto.

    Oltre ai miei 2 zaini, ho anche uno scatolone che pesa 13,7 kg e contiene i materiali che ho chiesto ad alcune aziende per “premiare” alcune persone che a Creta stanno impegnandosi per l’ambiente e la solidarietà. Nello scatolone ci sono 3 paia di scarponi Scarpa, 3 zaini Osprey e 6 giacche Patagonia.

    Basta, per oggi ho scritto troppo, vado a finire di preparare gli zaini!