CamminaCreta giorno 28

Da Stavrouliana a Kastelli Kissamos

Frase del giorno:
Se soffriamo non è a causa dell’impermanenza dei fenomeni. Il motivo è che crediamo che le cose siano permanenti. Quando un fiore appassisce non soffriamo molto, perché comprendiamo che i fiori sono impermanenti. Tuttavia non riusciamo ad accettare l’impermamenza delle persone che più ci sono care, e soffriamo atrocemente nel momento in cui le perdiamo. Se guardiamo in profondità nella natura dell’impermanenza, faremo del nostro meglio per renderle felici ora. Consapevoli dell’impermanenza, diventeremo positivi, amorevoli e saffi. L’impermanenza è una buona notizia. Senza l’impermanenza, nulla sarebbe possibile. Grazie all’impermanenza, c’è sempre una possibilità di cambiamento. Invece di lamentarci dovremmo dire: “Evviva l’impermanenza!”. L’impermanenza è uno strumento per la nostra liberazione.

Foto del giorno: seduto a quel kafè…

Incontro del giorno:

Il CamminaCreta è finito! Sono a Kastelli, o Kissamos, che è la stessa cosa. Seduto a un cafè, col mio computer davanti, sorseggiando una spremuta d’arancia così dolce che chi è stato a Creta ben conosce, in questa giornata di fine novembre che sembra quasi estate. Io sono in maglietta, i ragazzini che, non so perchè non sono a scuola, ma al cafè, sono vestiti come fosse inverno, forse perchè tra un mese è Natale, quindi si deve indossare gli abiti invernali che qui si usano così poco! Maglionicini, giacche, persino cappotti, sicuramente sudandoci dentro.
Oggi finale breve, solo 7,5 chilometri, ma per evitare l’asfalto ho camminato su e giù per alcune colline rocciose, aprendo e chiudendo decine di cancelli fatti con le reti elettrosaldate. Colline dolci, coperte da uliveti ordinati, che poi girato l’angolo cadono a strapiombo in gole profonde. Oggi sono contento, due giorni di cammino senza pestare asfalto, mentre l’E4 originale era tutto su asfalto!
Sono qui, dunque, felice, sereno, questo lungo  cammino iniziato un anno fa, nella mia testa, consapevole del’impermanenza delle cose, felice di tornare a casa.
Qualcuno mi ha chiesto se dopo questo bel viaggio diventerò un camminatore di viaggi lunghi senza fermarmi più. No, non credo proprio. Non sono per il collezionismo. Questo viaggio nasceva speciale, rimarrà speciale. Continuerò la mia professione di guida di viaggi a piedi, questo sì. Se i camminatori saranno ancora interessati a seguirmi. Con la nuova associazione che abbiamo fondato sulle ceneri di Boscaglia, che si chiamerà “La Compagnia dei cammini”.
Continuerò a occuparmi di Creta, perchè l’amore per quest’isola si è consolidato con questo viaggio, è un amore più consapevole, vedo i pregi e i difetti dell’amata. Continuerò a lavorare per costruire un’opportunità per l’E4 a Creta di diventare uno dei cammini europei, lo merita. Spero di scrivere un libro che sia da guida a chi vorrà percorrere questo cammino. Insieme alle tracce gps che ho messo a disposizione gratuitamente, sono due strumenti che renderanno questo sentiero per tutti.
Continuerò a occuparmi del problema dei “barrel dogs”. Continuerò a attivarmi per costruire reti tra le persone di buona volontà che vivono a Creta, come le tante bellissime persone di cui ho scritto, Olimpia, Dimitri, Jannina e Babis, Alistair e Suzanne, Jorg e Susanne, Stelios e Claire.
Spero di organizzare serate di presentazione del mio viaggio, in giro per l’Italia. Se avete la possibilità di organizzarne una, sarebbe bello. Posso portare belle foto, e il racconto dal vivo. E raccogliere fondi per aiutare uno dei progetti o uno dei problemi. Lo so, per molti di voi Creta non significa molto, direte: perchè dovrei occuparmi dei cani di Creta, o degli asini di Creta, quando c’è tanto da fare in Italia? Certo, l’empatia è una questione privata. E’ una cosa che si sente dentro. Ma quest’isola è una culla della nostra civiltà, c’è una natura unica al mondo, e ci sono poche persone che se ne prendono cura. Se non sono ragioni sufficienti…
Facciamo un po’ di conti. Ho percorso 460 chilometri per andare da Est a Ovest, da Kato Zakros al Monastero dello Scalino d’oro. E ne ho percorsi 501,5 per arrivare fino a Kastelli.
Kastelli merita la fine del cammino? Sinceramente no. Una cittadina tranquilla, ma senza un carisma particolare. Nella piazza  c’è la statua di un uomo seduto, come può una cittadina così sonnolenta essere accogliente per i viandanti, i pellegrini? Credo che il cammino finisca a Hrissoscalitissa. Il nome sarà difficile, è un po’ nel nulla, poco servito dai mezzi di trasporto, ma è un posto ideale per concludere. Tutto bianco, accecante, a strapiombo sul mare, chi vuole può chiedere ospitalità al frate per chiudere il viaggio con un momento di introspezione.  O fermarsi qualche ora nel silenzio sotto il pino a riflettere sul cammino percorso.
Ripartire per arrivare a Kastelli a piedi, ok, sono due giorni di cammino in più per ritornare coi piedi per terra, chiamiamolo “estensione” del cammino.
Il senso di marcia, pensato in origine da Ovest a Est, per me è stato fantastico da  Est. E’ da Est a Ovest che deve essere il cammino. Partendo dal mare e finendo al monastero. Con il sole negli occhi tutte le sere al tramonto.

Camminattori di oggi: Luca

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 7,5 km
Dislivello: 200 in salita e 400 in discesa
Difficoltà: facile.
Punti forti:  il godersi la fine del cammino seduti a un kafenio o a un ristorante.
Totale chilometri percorsi dall’inizio: 501,5

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