CamminaCreta giorno 27

Da Elos a Stavrouliana

Frase del giorno:
Non dimenticatevi di sorridere.

Foto del giorno:  un micro barrel dog

Incontro del giorno: le donne che accudiscono le chiese

Ed eccomi pieno di energia a tentare di arrivare a Kastelli Kissamos non per l’asfalto, come tristemente aveva pensato l’E4 quando fu creata, ma per un sentiero inedito. E devo dire che una proposta sufficientemente interessante l’ho trovata, anche se ce ne possono essere sicuramente altre. Il mio itinerario parte da Elos, dove ho dormito, e prevede di passare le montagne che mi dividono dal mare della costa nord, seguendo una linea il più possibile retta, anche se prevede di passare dall’alto. Ma questo mi attrae, e in fondo sono cime di poco più di 1000 metri di altitudine. Ma selvagge, non si vedono mai sentieri segnati, sono pochissimo camminate, a parte i cacciatori, che incontro immancabilmente.
Insomma, in questo come in altri tratti si deve inventare una “nuova E4”, un sentiero che eviti l’asfalto. Ma si può fare, quasi sempre. E già le varianti che abbiamo studiato, con Matteo, con Stelios, e io da solo, riducono veramente di molto l’asfalto.
Oggi però sono state le pale eoliche il disturbo della giornata. Se ne passano due stazioni. Fanno paura, a me mettono agitazione. Sono troppo grandi per noi piccoli umani, fanno rumore, quando la pala scende ci si aspetta la coltellata. Le seconde poi erano in una nebbia fittissima, quindi le ho solo intuite, e sembrava di essere in un film dell’orrore. Non è piacevole camminarci sotto, quindi se potessi studiare una nuova variante, la studierei lontano dalle pale eoliche.
Ma oggi ero forte, e mi ricordavo spesso di sorridere, come mi aveva proposto la frase del giorno. Ho camminato tanto, 24 chilometri. E c’è  stato anche un passaggio avventuroso. Mentre scendevo dalla prima montagna nella valle sotto, la strada finiva nel nulla. Pensavo: sarà un errore della mappa, poco sotto la strada riprende! Ma c’era un salto, una grande roccia a strapiombo. E allora ho trovato una traccia che scendeva sul lato di questa bellissima roccia, ed entrava in un torrente, con acqua. Ma il torrente faceva salti, quindi mi sono dovuto arrampicare un po’, per trovare i passaggi laterali. Poi, diventava più facile, si camminava tra i platani che stavano con le radici nell’acqua, e più avanti era un bellissimo castagneto, e si ritrovava una traccia.
Oggi è iniziata la raccolta delle olive. Era un po’ che l’aspettavo. Nei giorni scorsi, dove passavo, mettevano le reti. Oggi invece, forse perchè domenica, sono tutti al lavoro, ed è un rumore antipatico, io ero rimasto che le olive si raccoglievano col pettine, così facevo in Molise più di dieci anni fa. Qui si raccolgono con una specie di “decespugliatore”, un attrezzo a benzina che gira e fa cadere le olive. Attorno allo stesso albero ci sono anche tre persone con questi attrezzi, immaginatevi la poesia della raccolta, in silenzio a chiacchierare mentre  si lavora. Tutto un “bzzzzz…bzzz”. Sarà così anche in Italia, adesso?
In questa zona tutti i villaggi finiscono per …ana. Marouliana,  Zachariana, Taboriana, Stavrouliana, quest’ultimo il villaggio di poche case (non è neanche nella mappa) dove sono finito a dormire.
Ho trovato un posto bellissimo per dormire. Si chiama Astratighos. E’ una chiesetta separata dalle case, in zona tranquilla, con bei platani davanti e una sorgente potentissima. Con acqua non fredda, a temperatura ambiente. Strano! Siamo solo a 250 metri di quota, forse per questo…
Ero arrivato in un’altra chiesetta, molto più anonima, e c’era un donna che puliva il pavimento. Dovete sapere che ogni chiesetta ha la sua donna che l’accudisce, se ne prende cura, la mantiene pulita, accende i ceri. Questa donna era accogliente, mi ha chiesto se volevo dormire dentro la chiesa, ho tentennato, le ho fatto vedere i miei piedi stanchi, lei era empatica, poi è andata via, e mi ha detto di richiudere il cancello quando andavo. Ma non mi sentivo a mio agio in quella chiesetta. E allora ho camminato altri due chilometri, verso un’altra chiesetta che avevo visto sulla mappa. Ed era quella giusta, Astratighos. Ma c’erano due donne, una era fuori a raccogliere mandarini da un albero, l’altra era dentro la chiesa, ad accudirla. Queste sembravano meno socievoli, si sono sedute fuori a mangiar mandarini, e io aspettavo che se ne andassero per mettermi a mio agio. Aspetta, aspetta, alla fine sono andate. E mi sono preso il mio spazio in questo bel piazzale tra i platani, con i gatti che rincorrono i topi, la fonte di acqua non fredda, gli eucalipti, la luna piena, e la chiesetta aperta a disposizione.
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Camminattori di oggi: Luca

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 24 km
Dislivello: 800 in salita e 1100 in discesa
Difficoltà: medio, è un territorio interessante, a parte le due stazioni di pale eoliche, che mettono ansia e rovinano il cammino. C’è un passaggio difficile, breve, dove finisce uno stradello si deve scendere in un torrente per una mezz’ora.
Punti forti:  i castagneti, la chiesetta finale.

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