CamminaCreta giorno 22

Da  Agios Ioannis a Omalos

in ricordo di Stefano Bigi

Frase del giorno:
Inspiro, espiro.
Profondo, lento.
Calma, agio.
Sorrido, lascio andare.
Momento presente, momento meraviglioso.

Foto del giorno:  Il pastore ha usato i pali dell’E4 per fare una recinzione…

Incontro del giorno: gli sfakioti

Abbiamo deciso di passare dalle montagne, e abbiamo osato una camminata che mai mi sarei sognato: 28 chilometri di montagna, con dislivelli notevoli, in ambiente severo, le mie ginocchia a dir la verità stasera mi dicono che è stato un po’ troppo… da Omalos a Agios Ioannis con i gruppi che accompagno ci metto due giorni, noi l’abbiamo fatta in un giorno. O meglio, io, perchè Stelios mi ha accompagnato fin sulla cima del Melidau, e poi è tornato indietro, e forse ha camminato più di me.
Ma è una tappa entusiasmante, pari a quella della cima dello Psiloritis. Il sentiero a mezzacosta che dallo Zeranokefala arriva a Potamos, è unico, tagliato nela montagna, con affacci prima sul mare, poi sulla valle di Eligas.
Stelios vede 4-5 pecore, maschi, dice: chissà se sono di mio padre. Come fare per riconoscerli? Ogni proprietario taglia un orecchio a ogni suo animale in un modo riconoscibile, e questo taglio è quello che la famiglia ha da generazioni E’ un taglio che si vede bene anche col binocolo, per riconoscere le proprie pecore da lontano, tra le rocce.
Con Stelios parliamo di tante cose che  riguardano questo territorio. Sfakia, territorio di rocce e poco più. Sfakia, territorio di “pallikari”, un concetto importate qui, i pallikari sono gli uomini forti e coraggiosi.
Una leggenda racconta che gli sfakioti si lamentavano: Dio ha dato agli abitanti di Sitia e di Selinos gli olivi, agli abitanti delle pianure uva e vino, agli abitanti di Amari fichi e ciliege, e a noi sfakioti cosa ha dato? Rispose Dio: “Voi ve ne state seduti sulle vostre rocce, e potete correre giù a prendere il raccolto degli altri!”.Ma questi uomini hanno perso la loro identità perchè non sanno più in che modo mostrare di essere pallikari, di mostrare la loro virilità, non ci sono più combattimenti, per cui gli uomini sono in crisi, e si dedicano ad attività fatue, superflue e aggressive, per mostrare i muscoli, in particolare la caccia, ma anche sparare in aria con un kalashnikov o sgommare con i loro macchinoni per i vicoli dei villaggi.
Poco più avanti infatti vediamo un ragazzo appostato su una roccia, è un bracconiere di agrimi, mi dice Stelios. Come? Com’è possibile? Le capre selvatiche sono protette, è vietato ucciderle! E lui: certo, ma qui nessuno fa niente. Se solo la polizia volesse, i posti dove i bracconieri in questo periodo, che è il periodo degli amori degli agrimi, parcheggiano i loro macchinoni fuoristrada sono solo 2 o 3. Basterebbe che una jeep della polizia andasse ogni giorno in questi due o tre posti, e senza far fatica aspettasse il ritorno dei bracconieri. Ma non vogliono. Cosa possiamo fare noi?
Più avanti i pezzi di un aereo caduto. Pochi giorni fa, passando con il gruppo del “prodromo” neanche li avevamo visti. Due aerei militari si scontrarono in volo, parliamo degli anni ’70, uno cadde qui a Potamos, l’altro dall’altra parte della montagna. Questo ha la bandera belga sulla fusoliera, forze Nato, ma che caspita, qui doveva cadere?
Poi Stelios mi lascia, torna indietro al suo villaggio, e continuo da solo. Sale la nebbia, ma non piove, e questa è una grande notizia. Arrivo a Xiloscalo che è quasi buio, è l’ingresso dele gole di Samaria, qui in stagione ci sono migliaia di persone, adesso non c’è nessuno. Fortunatamente a Omalos c’è un albergo aperto.
E’ un mese esatto che sono a Creta, è un mese che cammino. E un mese fa ero proprio qui a Omalos, con il piccolo gruppo che accompagnavo, Lauretta, Enza, Laura, Gherardo e Alberto, e partivamo per il nostro viaggio a piedi sui Lefka Ori.
Dopo un mese mi sento bene, non accuso stanchezza nè fisica nè psicologica. Mi sento anch’io un pallikari, oggi lo sono stato. Qualche piccolo dolore dovuto allo zaino di circa 14 chili, ma ormai non mi pesa neanche più, solo devo ricordarmi di fare pause prima che mi faccia male a una spalla.
La giornata di oggi è dedicata anche al ricordo di Stefano Bigi, un amico camminatore che è morto alcuni anni fa in una bufera di neve, in Liguria. Stefano era con me quando per la prima volta entrai a Potamos, era un gruppo di ardimentosi, il “gruppo Tripiti”, abbiamo sceso le gole di Eligas quel giorno, mentre oggi io sono andato verso l’alto. Se qualcuno del gruppo Tripiti mi legge, gli mando un saluto. Eravamo tutti amici di Stefano, credo fosse il suo primo viaggio a piedi, ricordo come camminava veloce quel giorno, dentro le gole. E come soffrì freddo, quella notte, accampati nella foresta di Eligas. Ma fu un viaggio indimenticabile,  e ancora oggi vive nel ricordo.

Camminattori di oggi: Luca e Stelios

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 28 km
Dislivello: 1550 in salita e 1500 in discesa
Difficoltà: difficile, molto faticoso, consiglio di spezzare questo percorso cin due parti. Orientamento buono, l’E4 qui è ben segnata.
Punti forti: il sentiero da Zeranokefala a Potamos è uno dei più belli di Creta

3 pensieri su “CamminaCreta giorno 22

  1. Rivivere e rivedere con te questi luoghi mi emoziona!
    Nel proposito di ritornarci presto ti mando un grande abbraccio!
    Enza

    A proposito hai poi recuperato la mia frontale a Agios Ioannis?

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