CamminaCreta giorno 21

Da Askifou a Sfakia, e Agios Ioannis

Frase del giorno: Senza comprensione della sofferenza, non posso amare. Senza il letame, non può crescere alcun fiore di loto.

Foto del giorno:  Guardo il cielo sconsolato, quando smette di piovere?

Incontro del giorno: Antonis Georgedakis

Abbiamo preso la decisione giusta, niente montagna oggi. E’ stato un lungo dibattere e riflettere, perchè sia io che Stelios volevamo andare al Katsiveli. Ma il rischio era troppo alto. E infatti. E’ piovuto tutta notte, e quasi tutto il giorno. Quindi è stato meglio così, cioè decidere di scendere al mare per le gole di Imbros. Che tra l’altro sono pure molto belle. Ma siccome siamo ostinati, e non ci va tanto l’idea di fare la costa, domani – se il tempo migliora – ci riproviamo, e tentiamo la traversata dei Monti Bianchi.
Ma oggi è stato bello, scendere per le gole di Imbros. Che non saranno gole spettacolari come quelle di Samaria, ma sono affascianti, e con il tempo piovoso sembra un po’ di essere in grotta, in certi passaggi stretti stretti.
Arrivati al mare, prima a Komitades e poi a Sfakia, un arcobaleno, e un raggio di sole nel mare (vedi foto) ci fanno sperare nel ritorno del bel tempo.
Da Sfakia siamo saliti in auto ad Agios Ioannis, il villaggio di Stelios, dove vivono i genitori.

 

 

 

 

 

 

 

Sono 20 chilometri, se domani continuiamo sulla costa torniamo giù in auto per ripartire da lì, se andiamo in montagna partiamo da qui.
E’ sempre piacevole tornare ad Agios Ioannis, un paese ormai quasi disabitato, sotto la montagna che lo sovrasta, lo Zeranokefala, oltre 2000 metri. Un villaggio dove si respira un’aria antica.
Qui incontro Antonis, il fratello di Stelios.
Antonis e sua moglie Anna hanno deciso di tornare a vivere e lavorare in questo villaggio sperduto. Una scelta di vita, un legame con la propria terra che non sono riusciti a spezzare.
Per alcuni anni erano andati via, a vivere in città, a Chania. Antonis lavorava nelle costruzioni, e poi in un’azienda alimentare. Ma il lavoro non era granchè, e sono tornati. Sono un esempio di come non sempre sia necessario scappare dai villaggi di montagna, er cercare lavoro. Se c’è creatività, passione, e una certa dose di intraprendenza, si può riuscire. Non a diventare ricchi, ma ad essere felici senza perdere le proprie radici.
Antonis prima ha aperto un chiosco ad Aradena, un villaggio abbandonato qui vicino, servendo bibite e “sfakian pita” a chi passa. E’ vicino al ponte sulle gole, passano turisti che vanno a camminare nelle gole, e adesso c’è anche il bungee jumping dal ponte.
Poi Antonis ha aperto nel villaggio di Agios Ioannis  una piccola struttura con 5 camere in  casette, ha fatto tutto da solo, si chiama “Alonia”. Lavora bene, è creativo, usa il legno che raccoglie nel bosco per fare i letti, gli oggetti che arredano le stanze, ogni camere è diversa, semplici ma molto piacevoli. Specchiere, appendiabiti, tutto molto curato.
E Anna cucina per chi viene, gruppi di camminatori, o  famiglie greche di città che vengono a passare un fine settimana in montagna.
C’è la casetta di sasso con cucina e sala da pranzo, che è  a disposizione degli ospiti, chi vuole può cucinarsi da solo, un po’ come in un rifugio di montagna.
Senza pubblicità, solo con il passaparola di un posto speciale, la gente arriva. E Antonis ora può vivere con la famiglia (ha due bambine) nel villaggio vicino, dove c’è la scuola per le bambine, e lavorare qui.
Senza perdere il contatto con la tradizione. Infatti il terzo lavoro che fa è occuparsi delle pecore e delle capre insieme al padre. Hanno circa 150 pecore e 150 capre, e Antonis si occupa di mungerle quando è stagione, due volte al giorno. Quindi chi viene, per esempio i gruppi che accompagno io in maggio nel mio classico viaggio a Creta, alla mattina può bere il latte di capra appena munto. E il miele locale di timo.
L’esempio di Antonis è un buon esempio. Mi auguro che altri vengano a vedere, ad apprezzare la sua ospitalità, e magari seguire l’idea senza essere obbligati a credere che si può vivere solo di un lavoro frustrante e alienante.

Camminattori di oggi: Luca e Stelios

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 15,5 km
Dislivello: 0 in salita e 500 in discesa
Difficoltà: facile, sentiero ben segnato.
Punti forti:le gole di Imbros.

5 pensieri su “CamminaCreta giorno 21

  1. bello bello bello !!! credo proprio che siano le scelte come quelle di Antonis e sua moglie che possono arricchire la Vita, penso che in futuro succederà più spesso che le persone si rivolgeranno di nuovo alla Natura e a Madre Terra per sentirsi in equilibrio armonioso con la propria esistenza, a me il rammarico di non avere un posto in cui potermi radicare e non avere l’età giusta per intraprendere questi percorsi …🙂 buona continuazione. Loredana (da una Milano piovosa e buia)

  2. Ciao carissimo Luca
    appena posso leggo il diario di questa semplice e vera esperienza che stai vivendo. Sono felice per te. Più leggo e più vorrei essere lì a camminare su quell’isola…eh si desidero tornare a Creta. Il mio primo viaggio a piedi, a Creta…e chi so lo dimenticherà mai!!
    La cucina Un abbraccio a te, a Stelios e agli agrimi….
    Buon proseguimento
    PS ma questa è la struttura dove abbiamo dormito una notte, quella della puntura dell’ape? Mi ricordo ancora le squisite lenticchie e erbette che mangiammo quella sera…..

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