CamminaCreta giorno 19

Da  Argiroupoli a Kallikratis

Frase del giorno: Inspirando dite sì, sì, espirando dite grazie, grazie.

Foto del giorno: Pecore stanche

Incontro del giorno: Janina Soerensen e Babis Psaroudakis

Bella colazione stamattina alla taverna con stanze dove ho dormito. Yogurt con miele, tè di montagna, pane e marmellata, uovo sodo, e un toast con formaggio locale. Chiedendo, è possibile visitare il piccolo museo di famiglia. E’ un museo etnologico interessante, oggetti di uso comune, abiti, tappeti, ricostruzione delle stanze, tutto apartenente a questa che doveva essere una grande famiglia. E poi giù in discesa, passando dalle sorgenti di Argiroupoli, verso Asi Gonia. Villaggio non particolare, ma che va segnalato per due cose: è il villaggio di George Psychoundakis, un pastore che durante la guerra entrò nella resistenza con il ruolo di “staffetta”, il suo libro “The Cretan runner” è stato un successo anche in lingua inglese, lui correva su e giù per Creta, per esempio portando dispacci a Patrick Leigh Fermor. Che quando ha letto la sua autobiografia, ha deciso di tradurla in inglese. In italiano ovviamente non è stata tradotta (chiederemo a Marina di tradurre il libro, visto che è così brava nel tradurre questo mio blog!). Mi sento vicino al  “cretan runner”, io “cretan walker”, a mio modo resistente.
Ad Asi Gonia, poi, il 23 aprile, San Giorgio, benedicono le pecore. E’ un San Giorgio speciale, detto “il lattaio”. C’è una chiesetta in paese, arrivano migliaia di pecore, i pastori mungono e offrono il latte a tutti.
Ad Asi Gonia sono tutti pastori, quando sono uscito dal villaggio, e l’ho di fronte a me dall’altra arte della valle, mi accorgo dei suoni, è la cosa più bella. Belati, campanacci, grida di pastori, pochissime auto. Le pecore non si vedono, ma sono dappertutto.
Salgo, molto asfalto oggi, poi finalmente un finale in montagna,  la pestando terra di Creta. Siamo entrati nella provincia di Chania, nel territorio di Sfakia. Le zone che conosco e che amo.
Kalliktratis dall’alto è molto piacevole: piccolo villaggio di poche case, un’aria quieta e gentile. Uno dei villaggi più alti, siamo quasi a 800 metri, abitato ormai solo d’estate, in inverno ci vivono 7 persone.
(Tra cui due sono Janina e Babis, che mi stanno ospitando in questo momento.)
Kallikratis fu distrutta dai nazi della Wehrmacht il giorno 8 ottobre del 1943. Uccisero 30 persone nel cortile della chiesa, e poi distrussero le case. Ancora oggi i muri in sasso, robusti, tra i rovi, sono un monito. Sono memoria, una memoria di cui non ci si deve dimenticare. Creta sa preservare la memoria, e questo è molto bello.
A sorpresa stasera sono ospite di Janina e Babis, lei danese, lui di Chania, vivono a Kallikratis e da 16 anni producono oli essenziali con erbe spontanee raccolte da loro a Creta.
Distillano oli essenziali in modo artigianale, con grande attenzione e amore, vanno all’essenza delle piante, vogliono raccogliere lo spirito delle erbe, hanno una filosofia della distillazione (“distillazione è purificazione”) hanno in produzione 13 erbe: timo, santoreggia, cipresso, pino, eucalipto, alloro, carota selvatica, mirto, salvia, rosmarino, lavanda e la loro scoperta, l’agnocasto, per problemi femminili. Visitate il loro sito: http://www.wildherbsofcrete.com/
Sono molto ospitali, una cena speciale con consommè di pesce, pasta con funghi raccolti da Babis, horta (cicorie selvatiche) raccolte da loro, vino biologico.
Parliamo di erbe, delle due specie di salvia a Creta, la triloba e la pomifera, della santoreggia, della syderitis, dell’agnocasto… amano Creta, la sua natura, la sua gente, hanno molti progetti, di avere tra pochi mesi tre camere a disposizione dei camminatori di passaggio da questo villaggio sperduto, stanno organizzando un festival di musica popolare per la prossima estate, e stasera a cena ci sono anche due loro amici, Antonis Dagas, pittore e artista, e Katerina Marinaki, guida turistica per italiani a Creta.
A Kallikratis non c’è acqua potabile, loro hanno provato a cercarla scavando un pozzo, ma a 155 metri si sono arresi, niente acqua neanche sotto! Hanno allora iniziato una battaglia per portare l’acqua a Kallikratis, c’è anche una petizione, vi invito a firmarla: http://www.thepetitionsite.com/1/water-for-kallikratis-a-village-in-sfakia-crete-greece/

Non so se l’avete capito dal mio tono allegro, ma oggi non ha piovuto. E mi è giunta notizia della liberazione di Aung San Suu Kyi, bello!

Camminattori di oggi: Luca

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 21 km
Dislivello: 650 in salita e 250 in discesa
Difficoltà: facile, ma oltre il 70% della tappa è su asfalto.
Punti forti: Argiroupoli e Kallikratis, per il resto  tappa di trasferimento.

Barrel dog del giorno:

6 pensieri su “CamminaCreta giorno 19

  1. Ciao Luca, non ci conosciamo personalmente, ma ricevo le tue interessantissime mail e molte volte mi sento coinvolta nelle cose che dici….
    come oggi, in cui ho letto la storia dei cani di Creta, che mi ha colpita moltissimo, mi piacciono gli animali e non sopporto queste cose.
    Ho mandato subito la tua mail a molti miei amici e spero che tutti si attivino in modo da spedire tante mail di protesta all’ambasciata greca.
    In bocca al lupo per il tuo “viaggio”, sono con te col pensiero, grazie di renderci partecipi
    un abbraccio, cristina

  2. Ciao, che bella la frase, ricordo di averla già sentita! Che esperienze in questo cammino! Ti auguro di trovare sempre dei buoni compagni e tanta ospitalità!!! Una canzone diceva:”esperienza bisogna farla, per poi essere in grado di darla” e di certo di strada ne stai facendo molta! Un saluto Tiziana

  3. il tuo racconto è bellissimo un posto così lontano ma vicino nel centro del mediterraneo.. viene tanta voglia di partire per percorrere e vivere iò che tu stai vivendo..
    grazie ci hai fatto fare una bella scoperta
    giovanna

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