CamminaCreta giorno 18

Da  Koxare a Argiroupoli

Frase del giorno:
La nostra mente sfreccia da una cosa all’altra come una scimmia che si lancia da un ramo all’altro senza mai fermarsi a riposare. I pensieri hanno milioni di percorsi e ci trascinano sempre con loro nel mondo della distrazione e della dimenticanza. Se riusciamo a trasformare il sentiero su cui camminiamo in un campo di meditazione, i nostri piedi faranno ogni singolo passo in piena consapevolezza, il respiro si armonizzerà coi passi, la mente si troverà spontaneamente a proprio agio. Ogni passo rafforza in noi la pace e la gioia e fa fluire una corrente di quieta energia; è allora che possiamo dire davvero: “A ogni passo soffia una brezza delicata”.

Foto del giorno:  Gli “agrimi” in questa zona si vedono solo così!

Incontro del giorno: la pioggia!

Sì, è arrivata la pioggia. Di notte, mentre ero addormentato sotto un ulivo. Ho provato a ripararmi sotto l’albero, ma se vi capita lasciate perdere. Gli ulivi sono assolutamente inutili contro la pioggia. Troppo radi. Mi sono allora spostato sotto una quercia, molto meglio. Ma la pioggia è aumentata, e allora nel cuore della notte, anzi quasi mattino, mi sono caricato tutto e sono ripartito alla ricerca di un riparo. Che in questa zona, è merce rara. Ma sono stato fortunato, ho incontrato dopo una mezz’ora una chiesetta, e ho finito la mia notte agitata lì dentro, grazie a Sant’Irene (Agia Irini).
Durante il giorno è piovuto tanto. Quindi della tappa ho da raccontare più che altro il mio tentativo di proteggermi, prima in paese ad Angouseliana, edificio maleodorante, credo un mattatoio. Poi, dopo alcuni chilometri di asfalto senza riparo, una tettoia in lamiera di un pollaio-stalla senza animali, seduto in un angolino meno sporco per più di un’ora.
A metà giornata altro acquazzone in una zona di montagna senza ripari di alcun genere per chilometri. Ho invidiato le api nelle loro casette, l’unico riparo che ho incontrato. Poi finalmente, quando ormai di asciutto non avevo proprio nulla, mi sono riparato in una chiesetta, e  non mi sono mosso fino a che è uscito – per poco – pure un raggio di sole. Ma ho tirato fuori il notebook e ho scritto, per sentirmi meno triste. Un importante quotidiano nazionale greco, molto letto dai giovani, “To Vima”, mi ha fatto  un’intervista che pubblicheranno tra pochi giorni.
Argiroupoli, la città d’argento, ha l’aria di una cittadina orientale. Su molti livelli, stradine strette, case bianche, è stata valorizzata con molte ristrutturazioni di qualità, molte delle quali però vengono vendute a stranieri. E se gli stranieri arrivano spontaneamente è una cosa, se ci sono agenzie che vendono le “case cretesi tradizionali” con una pubblicità cubitale all’ingresso del paese, bè, è un po’ svendere la propria identità. Come già visto in Toscana, per esempio.
La città d’argento è stata costruita dai turchi, e questo spiega. E mi ricorda una frase di Katantzakis che ho letto al museo qualche giorno fa:
“Per me Creta è la sintesi per cui ho sempre lottato. La sintesi tra la Grecia e l’Oriente” (For me, Crete is the synthesis I always strive for. The synthesis of Greece and Orient).
Si, Creta è anche Oriente, anche se ai cretesi non piace sentirselo dire.

Per concludere, torniamo ai “barrel dogs”, i cani legati a due metri di catena e tenuti a dormire in un barile di ferro. Oggi ne ho incontrati altri, due più aggressivi e disperati, ai due lati della strada, in teoria potevani impedirmi di passare, ma erano poco sincronizzati, e soprattutto ormai sono traumatizzati, quindi sono sì aggressivi, ma non mi fanno paura perchè leggo la sofferenza nei loro occhi.
Stephane, Maurizio e Agostina si sono prodigati per trovare gli indirizzi dell’ ambasciata Greca in Italia a cui mandare una protesta per i barrel dogs:

grcon.rom@mfa.gr
gremroma@tin.it
ecocom-rome@mfa.gr
ufficiostampa@ambasciatagreca.it
grembvat@m.tin.it
congremi@tin.it
consolatogrecoditorino@yahoo.it
hellasve@consolatogrecia.191.it
gr.consolato@iol.it
ambasciata.atene@esteri.it

Camminattori di oggi: Luca

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 21 km
Dislivello: 500 in salita e in discesa, circa
Difficoltà: troppo asfalto, segni inesistenti, l’E4 è un’opinione, si segue l’istinto.
Punti forti: la zona di Nifis Potamia

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