CamminaCreta giorno 11

Da   Venerato a Dhiplori

Frase del giorno:
La tradizione buddhista ci ha insegnato a prendere il bicchiere con entrambe le mani: quando lo sollevo in questo modo e lo porto alla bocca e bevo, subito noto la differenza. E’ un atto molto più totale: così facendo sono totalmente lì con l’acqua e con il bicchiere. Può essere fatto con solennità, come un rito.

Foto del giorno: notte sotto il grande acero

Incontro del giorno: nessuno lungo la via; lo spirito di Edward Lear

Siamo arrivati ai Monti Psiloritis, e la tappa è stata dura, accidenti! Chilometri e dislivello non possono far capire quanto sia stata dura, anche se 1440 metri in salita non sono pochi. Ma è il terreno che era difficile! Salite ripidissime, e sassi sotto i piedi che rotolano, non c’è un sasso che stia fermo, sembrano tutti rotondi o messi lì apposta in bilico per far inciambolare chi passa. Per non parlar della discesa… diciamo che abbiamo caracollato fino a valle, rimanendo in piedi per miracolo.
Ho preso la mia borraccia tra le due mani, e ho bevuto con solennità. Oggi l’acqua era il bene più prezioso. Meno male che c’è una fonte a metà (Prinos) e una cisterna dove abbiamo dormito. In certi momenti mi sono sentito disidratato. Ho bevuto, bevuto tanto, quando sapevo che potevo farlo.
Comunque, la montagna è bella, e l’avvicinamento pure. Da Kerasia a Ano Asites si cammina di fianco a una gola, il paese di Ano Asites è accogliente, uno di quei paesi dove ti vien voglia di fermarti. La vecchina nella piazza della chiesa ci saluta, ci offre un bicchiere per bere alla fontana, ci augura buon viaggio . Poi è montagna, capre, pecore, querce spinose, aceri dalle tinte rosse, cespugli spinosi, e rocce e sassi…
Edward Lear ha detto “Tutta Creta è montagna”, quando è venuto qui nel 1866 (se non ricordo male). Oggi mi è venuto in mente, in questo ambiente così severo. Quando l’avevo letto a casa mi sembrava esagerato, però adesso, dopo 11 giorni di cammino, comincio a pensare sia vero. Abbiamo camminato solo due ore in piano, lungo l’altopiano di Lassithi! E la montagna vera inizia adesso, c’è lo Psiloritis, e poi i Lefka Ori…
Edward Lear è un personaggio fantastico, è stato dappertutto. In Abruzzo, la regione in cui vivo, è stato tre volte, tra il 1840 e il 1848. Viaggiava tutto il Mediterraneo, disegnava belle chine dei paesaggi che incontrava, andava a cavallo, o con un asino, o a piedi.  Io ho preso ispirazione dal suo viaggio per il mio viaggio a piedi “Abruzzo interiore”, gli amici calabresi dell’area grecanica hanno preso ispirazione dal suo viaggio per il loro trekking con gli asini. E ora scopro che è stato pure a Creta, e che ha dipinto il monastero di Arkadi prima che fosse distrutto, ma di questo racconterò se riesco ad andarci tra qualche giorno. Gloria dunque ai viaggiatori come Edward Lear, che ci hanno insegnato a viaggiare!

Camminattori di oggi: Luca e Matteo

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 13,7 km
Dislivello: 1440 in salita, 440 in discesa
Difficoltà: tappa molto faticosa, l’orientamento in montagna è più semplice perchè più intuitivo. Consiglio di iniziare la tappa a Ano Asites, e da lì fare la salita e poi la discesa fino a Agios Ioannis Rouvas.
Punti forti: le vallette deserte in quota, solo capre e pecore e poche tracce umane.

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