CamminaCreta giorno 10

Da  Ano Arkanes a Venerato

Frase del giorno:
La mente può andare in mille direzioni
ma su questo splendido sentiero io cammino in pace.
A ogni passo soffia una brezza delicata.
A ogni passo sboccia un fiore.

Foto del giorno:  Arkanes

Incontro del giorno: Kostis Kartsonis, Profitis Ilias

Arkanes è un posto strano… un bel centro storico, certo, ma colpisce la differenza con tutti gli altri villaggi attraversati. Ci saranno almeno dieci tra parrucchiere e barbieri, più qualche altra attività dedicata alla bellezza. Le ragazzine hanno tutte i capelli cotonati. Per i vicoli girano enormi pick up costosissimi, che fanno fatica a passare (e per i pedoni non c’è speranza!). Per le elezioni di domenica i candidati sembra abbiano investito molto: foto ritoccate, ragazzi che distribuiscono volantini in ogni strada, come se non si conoscessero tutti in questo piccolo paese, un comizio tecnologico con amplificazione e megaschermo… un candidato gira tutti i tavoli della taverna a stringere mani, e viene anche da noi, gli spieghiamo che noi non votiamo… Tutta questa ricchezza verrà probabilmente dal vino, ma la domanda è: non c’era la crisi economica in Grecia?
Credo che uno dei problemi di Creta sia l’edilizia, costruiscono dappertutto,  qui a Arkanes più che in altri posti, ville, villone e villette, sulle colline intorno al paese, il paesaggio va a farsi benedire… ma non c’era la crisi economica in Grecia?
Prima di lasciare Arkanes visitiamo il piccolo museo archeologico. Qui c’era un palazzo minoico importante, collegato a quello di Cnosso. Hanno trovato tanti reperti, qui ci sono molte copie, le cose belle sono a Iraklio. Ma il museo è interessante, e la cosa che mi colpisce di più è il tempio di Anemospilia, scoperto nel 1979 a pochi chilometri da qui. Lo hanno trovato intatto, pieno di vasi bellissimi, e con alcuni cadaveri dentro. Pare che alle prime scosse del terremoto che nel 1700 prima di Cristo distrusse la civiltà minoica, in questo tempio per ingraziarsi le forze della natura si stesse facendo un sacrificio umano. E in quel momento è arrivata la scossa che ha distrutto il tempio, un dramma in diretta.
Nel primo tratto, tra gli ulivi, ero suggestionato dalla presenza minoica tutt’intorno, e tra i sassi guardavo sperando di veder spuntare qualche frammento di vaso o altro resto archeologico, il paesaggio – dove non è rovinato dalle recenti ville – è ancora quello di 4000 anni fa.
Superata una nuova valle siamo arrivati a Profitis Ilias, un villaggio dominato da un impressionante castello bizantino. Qui ci aspettava Kostis, l’amico di Stelios, reduce dalla festa del giorno prima. Kostis è un ragazzo molto gentile, gli ho chiesto di poter visitare i suoi terreni, mi ha portato a vedere le vigne a qualche chilometro dal paese. Suo nonno le coltivava per fare il vino, poi il padre ha cominciato a produrre uva da tavola da spedire in Germania, ora lui si è ritagliato per passione un po’ di vigna per farsi il vino. Non è il suo lavoro, lui lavora come paramedico sulle ambulanze. Ma oltre alla passione per la montagna, l’arrampicata, la speleologia e il canyoning, ha quella del vino. Ha aggiunto varietà straniere a quelle locali, ha piantato uve Syrah  e Cabernet Souvignon. Siamo andati a casa sua e ci ha spillato il vino nuovo, bianco e rosso. La mamma ci ha imbandito un rinfresco, con assaggi di cose buone. Il vino bianco è di un vitigno locale, il Vidiano, e l’ho trovato ottimo, mentre il rosso era ancora giovane, deve invecchiare un annetto in botte, poi si vedrà (è fatto con tre vitigni: Kotsifali, Cabernet e Madilari). E’ stato un incontro piacevole, mi interessava proprio vedere la vita di un ragazzo di questa zona. Forse Kostis camminerà di nuovo con me nei prossimi giorni.
Io e Matteo ripartiamo, e di nuovo c’è una valle da attraversare, ogni volta c’è l’attesa, troveremo il passaggio? E’ stato abbastanza facile, anche perchè in questa stagione i fiumi sono secchi.  Di là lunga salita fino al Monastero Paliani. Stavamo per chiedere ospitalità per la notte, poi abbiamo scoperto che è un convento di suore, non abbiamo avuto il coraggio di chiedere! Una giovane monaca è uscita con un lungo legno su cui batteva con un martello sempre di legno, per chiamare tutte le suore a raccolta. Poi ha suonato la campana. E pian piano sono usacite le monache, vestite di nero con anche il mento coperto, molte sono anziane, camminano con due bastoni. Siamo andati via, e siamo arrivati al paese di Venerato.  Anche se il monastero aveva un’aria semplice, meno mistica di quello visto due giorni fa.

Camminattori di oggi: Luca e Matteo

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 20 km
Dislivello: 600 in salita, 600 in discesa
Difficoltà: Abbiamo evitato l’asfalto ove possibile, abbiamo avuto un paio di problemi nella vegetazione fitta, finalmente si è rivisto l’E4 in varie occasioni.
Punti forti: il paesaggio di vigne e uliveti

3 pensieri su “CamminaCreta giorno 10

  1. Ciao Luca,
    grazie per i tuoi resoconti vagabondi, leggerli è un bel momento di sogno per iniziare della giornata…
    A presto alla prossima tappa!
    stéphane

  2. Caro Luca,

    qui, in ufficio a Parigi, è una bella ventata mediterranea, quella di potere seguire ogni giorno la tua odyssea cretese!

    Grazie!

    Aspettando di camminare di nuovo dietro di te.

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