CamminaCreta giorno 08

Da  Kastelli Pediados a Sgourokefali

Frase del giorno:
Quando beviamo una tazza di tè, beviamo le nuvole

Foto del giorno:  Giovane monaco del Monastero Angarathou

Incontro del giorno: il monaco, e la famiglia che gestisce il kafè a Sgourokefali

Stelios stamattina è andato via, deve aggiustare il tetto della sua casa al villaggio perchè entra acqua, e domenica deve votare per le elezioni regionali e comunali che qui sembra siano molto sentite. Tornerà domenica.
Io e Matteo partiamo tardi, dopo la tappa di ieri ce la prendiamo comoda. Siamo in vantaggio sulla tabella di marcia, e sembra che sia venuto finalmente il bel tempo. Anche oggi la scommessa è evitare l’asfalto, perchè l’E4 in questa parte di Creta è da ripensare. Allora partiamo da Kastelli verso Apostoli non per la via più breve, ma risalendo una collina, aprendo e chiudendo vari cancelli improvvisati (quasi sempre sono reti elettrosaldate per l’edilizia) e qualche volta scavalcandone anche qualcuna. Ma alla fine ci riusciamo, siamo ad Apostoli senza aver camminato su asfalto. Da qui le donne del paese a cui chiediamo ci mandano tutte sull’asfalto per andare verso il Moni Angarathou, non c’è verso di far loro capire che vogliamo il sentiero (“monopati!”). Ma siamo testardi, e continuiamo a camminare tra bellissimi uliveti, quasi senza dislivelli, fino a Moni Angarathou.
Questo è un posto magico, un piccolo fortino e quando si entra l’aria cambia, si respira la pace e la quiete, fiori dappertutto, le cellette dei monaci sul cortile interno, peccato sia così presto perchè avrei molto volenteri chiesto ai monaci se potevamo dormire lì. Il monaco anziano è un po’ strano, un occhio un po’ torvo, il codino per raccogliere i lunghi capelli grigi, per chiamare un altro monaco prende a calci la porta della sua cella… ma senza fare troppo rumore.
Poi incontriamo un monaco giovane, quello della foto, che passeggia in compagnia del suo cane. Mi guarda con uno sguardo sereno, un bel sorriso ampio e sincero, basta un’occhiata per capire che è accogliente e allegro.
Ripartiti, il tentativo di trovare un’alternativa all’asfalto fallisce. Ci infiliamo in stradelli tra gli ulivi che finiscono a picco su una gola di cui non abbiamo capito il nome. Si avvicina il buio, e quindi desistiamo. Torniamo sconsolati sull’asfalto, e ci facciamo un paio di chilometri fino a un villaggio un po’ sgangherato, pieno di costruzioni in cemento, Sgourokefali.
C’è solo un kafè bar, si chiama “I 40 pallikari”. Pallikari sono gli eroi, gli uomini forti e coraggiosi. Chi siano questi “40” cercherò di scoprirlo. E’ gestito da una famiglia, padre, madre, figlia e nipotina. Prima mi dicono che non hanno niente da mangiare, che i pomodori sono finiti, che nel villaggio successivo c’è un ristorante dove si mangia tanta bella carne (io non mangio carne!). Insisto. Ok, provano a preparaci qualcosa. E la cena è una sorpresa, salta fuori di tutto. L’uomo esce e torna col pane, saltano fuori i pomodori. E allora insalata, olive, formaggio, patate alla cenere, patate fritte buone buone, vino del paese di quello color arancio che a me piace tantissimo, anche se non si può chiamare appropriatamente vino. E il conto è bassissimo: 7,5 euro a testa, perchè ci offrono loro il vino, i kalitsunia, l’uva passa fatta da loro, il raki, e quando usciamo vorrebbero che prendessimo con noi anche una bottiglietta di plastica piena di raki! No è troppo, rifiutiamo, ma ringraziamo tanto (“efkaristopoli!”) la loro generosità e ospitalità.
Poi ci avviamo al buio fuori dal paese, e ci mettiamo a dormire sotto un ulivo, con i sacchi a pelo.
Ripenso alla frase del giorno, che Thich Nath Hanh usa per spiegare come le cose sono tutte collegate, che tutto si trasforma in qualcos’altro ma non scompare, che la morte non è altro che una trasformazione tra le tante in un processo naturale. L’acqua con cui è fatto il mio tè viene dall’acquedotto, che viene dalla sorgente, che viene dalla falda sotterranea, che si alimenta con la pioggia, che viene dalla nuvola. Cerco di far tesoro durante il mio cammino di questa saggezza, e mi sento bene, mi sento grato e sereno, sono contento di come sta andando il mio viaggio!

Matteo oggi aggiunge una sua riflessione:

Le indicazioni Vi sarà certamente capitato di chiedere delle indicazioni per strada: “vai a destra, alla seconda a sinistra poi sempre dritto e in 10 minuti ci sei”. Bene, probabilmente rispetterete anche i sensi unici. Adesso poniamo che siate a piedi, anzi direi evidentemente a piedi (zaino sulle spalle, scarponi, bastoncini, etc.), e nello stesso punto chiedete di nuovo l’indicazione e vi sentirete dire:  “vai a destra, alla seconda a sinistra poi sempre dritto e in 10 minuti ci sei”. La stessa identica indicazione, anche se magari c’è una strada più diretta, meno trafficata, anche in contromano e se va bene non asfaltata in mezzo ai campi. Senza parlare poi dei “10 minuti” che per voi camminatori potrebbero essere un’intera giornata di cammino.
Ieri ad Apostoli abbiamo chiesto indicazioni per il sentiero che ci avrebbe evitato 5 o 6 km di asfalto e entrambe le gentili signore si son prodigate a spiegarci che poco più avanti c’era la strada e da lì sempre dritti, non potevamo sbagliare. Una ci ha addirittura accompagnati fino al bivio dicendoci “dromos, dromos” (strada, strada), mentre noi continuavamo a chiedere “monopati, monopati” (sentiero sentiero). Insomma, non se ne viene a capo; ormai siamo diventati una società autocentrica, dove ormai le distanze sono calcolate in minuti o ore di macchina, dove le indicazioni seguono sempre le strade principali e mai quelle minori, dove per strada non c’è fisicamente posto per i pedoni, ma solo per camion a tutta velocità o auto parcheggiate.

Camminattori di oggi: Luca, Matteo

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 17 km
Dislivello: 200 in salita, 250 in discesa
Difficoltà: per evitare l’asfalto l’orientamento si complica, quasi mai camminiamo sull’E4, solo vicino al Monastero vediamo 3-4 segni. La traccia gps che metto a disposizione di tutti consente di non perdersi tra gli ulivi.
Punti forti: il Moni Angarathou!

2 pensieri su “CamminaCreta giorno 08

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