CamminaCreta giorno 07

Da  Agios Georgios (Lassithi) a Kastelli Pediados

Frase del giorno:
Se non c’è comunicazione, non può esserci vera comprensione. Però innanzitutto accertati di poter comunicare con te stesso. Lo stesso vale per l’amore. Se non ami te stesso, come puoi amare qualcun altro? Se non sai accettare te stesso, se non sai trattare te stesso con gentilezza, non puoi farlo con un altro.

Foto del giorno:  Mulino a Lassithi

Incontro del giorno: lo spirito  di Tsoulis, il turco

L’asfalto è il peggior nemico del camminatore. Pochi chilometri d’asfalto trasformano i piedi in gelatina, le articolazioni delle ginocchia piangono, la schiena si lamenta. Per evitare l’asfalto oggi abbiamo studiato due varianti all’ E4, la prima è riuscita bene, l’altra meno…
Da Agios Georgios l’E4 seguirebbe la strada esterna al’altopiano di Lassithi, asfaltata. Perchè? Molto meglio passare dentro l’altopiano, camminando su stradelli sterrati, tra i vecchi mulini e gli alberi da frutta. L’altopiano di Lassithi è una piana a circa 800 metri di quota, circondata da montagne e quindi piuttosto fredda. Tutto intorno è circondata da villaggi, non nella piana perchè dopo piogge eccezionali l’altopiano si allaga quasi a diventare un lago. Sono villaggi dedicati all’agricoltura, e per irrigare si prendeva l’acqua con un sistema di mulini che sfruttando l’energia del vento pompavano l’acqua dalla falda sotterranea, che era molto superficiale. Ora, come spesso accade di questi tempi, lo sfruttamento delle risorse è superiore all’offerta, per cui la falda si è abbassata, e al posto dei mulini ci sono pompe elettriche. E hanno costruito enormi invasi per raccogliere l’acqua, che rischia di essere sempre meno. Il paesaggio però è costellato di questi mulini, se ne contano circa 700, ogni campetto ne aveva uno. Alberi di mele carichi di varietà antiche di mele, tra cui una molto allungata di un sapore dolcissimo che ricorda il passato, sono abbandonati a sè stessi, nessuno li raccoglie.
I pochi pastori dell’altopiano invece se la passano bene, ci racconta Vassilis, perchè i contadini li chiamano sui loro campi dopo il raccolto per mangiare l’erba. Quindi non devono integrare l’alimentazione di capre e pecore, hanno meno spese degli altri pastori di Creta.
Anche i grifoni se la passano bene, a Creta. Oggi ne abbiamo visti 20 tutti insieme, con tutta questa pastorizia non hanno problemi a mangiare. In questi giorni nascono gli agnelli, ogni pecora ha il suo agnellino, tutti dell’età di 2-3 giorni di vita, dice Stelios che oggi con la chimica si riesce a programmare le nascite, e per comodità si fanno nascere tutti insieme, per avere tra un mese tanto latte per il formaggio.
Dopo Lassithi si sale per una vecchia mulattiera fino a un passo, sul quale c’è una lapide. E’ la tomba di Tsoulis, un turco feroce che fu ucciso in questo luogo per le sue atrocità. La stele invita tutti i cristiani che passano di qui ad aggiungere una pietra sulla sua tomba per aumentare la sua dannazione. La lapide non è di cento anni fa, è del 2008. Nella memoria dei cretesi l’invasione da parte dei turchi è ancora molto presente, Creta ha subito tante atrocità sia dai turchi (e dai veneziani prima) che dai tedeschi nella seconda guerra mondiale. Il percorso è pieno di lapidi che ricordano i fatti del conflitto di liberazione dai turchi (oggi una lapide per esempio ricordava una roccia dove nel 1841 si riunirono gli abitanti di Thaicos per decidere cosa fare contro i turchi) o i morti per rappresaglie tedesche. La memoria è importante. Ma anche la pacificazione. I tedeschi sono stati perdonati, ora vengono come turisti, portano denaro, scelgono di vivere qui. I turchi non sono stati perdonati, e questa stele che invita i cristiani a perseverare una simbolica lapidazione ne è la dimostrazione.
Io faccio una controproposta: tutti i camminatori che passano di qui, dalla tomba di Tsoulis, in gesto di pacificazione tolgano una pietra dal cumulo sopra il povero Tsoulis, per alleggerire il peso che i cretesi si portano ancora dentro. Un segno di pace. e di perdono.
Dalla tomba inizia la discesa lunga quella che era una strada di collegamento fin dai tempi minoici, poi ricostruita a fine ‘800. Una serpentina incredibile sulla parete della montagna.
Un pastore mi saluta con un saluto che non conoscevo, “ia harà”. Significa “saluti e felicità” un saluto e un augurio, grazie!
Arrivati a Thoicos , per evitare il tratto di asfalto tra Katsamonitsa e Lithos, decidiamo di inventarci una variante sulla collina piena di ulivi. Questa volta la variante non ci è venuta bene, zigzagiamo tra gli ulivi per chilometri, alla fine siamo in cima, ma il nostro percorso non è da ripetere.  A Lithos non c’è un posto dove dormire, e neanche un kafenio che ci dia qualcosa da mangiare. Quindi, con già 23 chilometri nei piedi, a malincuore ci facciamo altri 3 chilometri di asfalto fino a Kastelli,  dove c’è un alberghetto ospitale e un ristorante.

Camminattori di oggi: Luca, Matteo, Stelios

Note tecniche:

Lunghezza tappa: 25 km
Dislivello: 300 in salita, 790 in discesa
Difficoltà: facile la traversata di Lassithi, qualche problema di orientamento sulla mulattiera antica perchè i segni oggi sono rarissimi. Nella traccia gps che metto on line evitate lo zig zag tra gli ulivi vicino a Thicos (o Thoicos). Vi consiglio invece di arrivare fino a Thicos, e dal paese prendere la strada sterrata che sale vicino all’acquedotto romano verso Nord (Aski), visitare l’antica città di Lytos e scendere alla nuova Lithos.
Punti forti: l’altopiano di Lassithi e la mulattiera minoica.

Un pensiero su “CamminaCreta giorno 07

  1. Ciao Luca,sto guardando la cartina,effettivamente da Toichos a Litos pare proprio una ragnatela,c’e’ un’intreccio di stradine impressionante.spero che tu ti sia portato una bomboletta spray da 10kg e abbia segnato tutto il percorso …….se cosi’ non e’ mi perdero’ …….Vedo con immenso piacere che hai incontrato due favole meravigliose.quando incontro qualcuno che si occupa del benessere degli altri,mi commuovo.non importa se esseri umani o animali,purtroppo entrambi sono bistrattati,sfruttati ,umiliati ,fatti soffrire e chi si prende cura di loro e’ un angelo.un caro saluto…non solo a te ma anche ai tuoi compagni.buona notte

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...