CamminaCreta giorno 01

Da Kato Zakros a Handras

Frase del giorno: Pratichiamo come il fiore di loto e il fango. Il loto non pensa “non voglio il fango”, sa di poter fiorire in modo splendido soltanto grazie al fango. Per noi è  lo stesso: abbiamo in noi i semi negativi, l’elemento “fango”; se sappiamo come accettarli , accettiamo noi stessi. Il fiore di loto non ha nessun bisogno di sbarazzarsi del fango, anzi: senza fango morirebbe! Non puoi far crescere il loto sul marmo, è nel fango che va coltivato.

Foto del giorno: alba sul CamminaCreta a Kato Zakros

Incontro del giorno: Jorg Kruger e moglie – Germania (ieri); una donna scozzese sul cammino oggi.

Stamattina, dopo aver visto l’alba sul mare, abbiamo fatto il primo rito della lettura della frase, pescata dalla borsina di cotone. E’ una frase importante, la prima, può segnare il cammino. E’ una bella frase quella che ho pescato. Mi ricorda la canzone di De Andrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Credo sia di buon augurio per il CamminaCreta, mi fa capire il valore dell’accettazione, anche se dopo il Prodromo ero ben disintossicato, nei giorni scorsi mi sono venute paure,  sarò all’altezza delle aspettative?, e cose così. Le mie intossicazioni, le mie paure, sono il fango. Da quel fango, posso far nascere fiori, questa consapevolezza stamattina mentre camminavo mi ha messo di animo sereno.

Ieri pomeriggio sono venuti a parlare con noi Jorg Kruger e sua moglie, sono tedeschi e vivono a Ierapetra, dove hanno creato una radio via internet chiamata Radio Kreta, in lingua tedesca.
Jorg era militare a Hania, da 15 anni vive a Creta, ha vissuto a Rethymno, poi insieme alla moglie hanno fatto il giro di tutta l’isola e hanno scelto di vivere a Ierapetra.
A Ierapetra vivono tanti tedeschi, italiani, inglesi. Perchè? Perchè – dicono – che il clima è migliore, non è mai freddo neanche d’inverno. E Ierapetra è una cittadina sempre aperta, non come altri paesi di Creta che d’inverno, quando il turismo scompare, chiudono. Vicino Ierapetra ci sono posti molto belli, ed è poco turistica. E non è così aspra e montuosa come la parte Ovest, la regione di Sfakia.
Dopo aver lavorato per Amazon.com, Jorg ha fondato una web radio in  tedesco sponsorizzata da società tedesche, in cui si parla di Creta e si ascolta musica greca. Danno solo notizie positive, e su questo ci siamo trovati d’accordo. Anche io sono a Creta per raccontare storie positive.
Il nostro incontro ha affrontato poi un altro argomento che mi interessa approfondire: perchè a Creta pare esserci poca organizzazione per la salvaguardia dell’ambiente? Perchè i cretesi non si organizzano? Perchè non si creano reti di persone virtuose, che lottino per l’ambiente in modo più coordinato? Perchè molto dell’impegno socio-ambientale è portato avanti da stranieri come loro che si sono trasferiti qui? Secondo Jorg e sua moglie per differenze culturali, per incapacità a cooperare. Cercherò di capire meglio questo aspetto durante il mio viaggio.

La tappa è molto bella, l’inizio nelle gole dei morti spettacolare, una gola che parte dal mare e sale fino a Zakros. Poi un’antica mulattiera (kalderimi) fino a un villaggio abbandonato, Skalia, con una chiesetta, Agios Georgios che al nostro arrivo ha suonato la campana per noi, con un colpo di vento. Tanto vento, oggi, da Ovest. Quindi siamo risaliti controvento per 20 chilometri.

Il sentiero poi è salito fino a oltre 750 metri di quota, e per un lungo tratto in falsopiano erano solo sassi sotto i piedi e intorno.

Un altro incontro interessante: a Zakros, una donna scozzese con grande zaino, in direzione opposta alla nostra, ha camminato una settimana sull’E4, partendo dall’altopiano di Lassithi. Ci dà qualche consiglio sui posti dove dormire, ha un gps con sè, ma è comunque coraggiosa, camminare da sola in questi sentieri così isolati. Ci dice che lei ha uno zaino troppo pesante, mentre noi siamo fortunati perchè abbiamo zaini più leggeri. Come abbia fatto a farsi l’idea che il nostro zaino, grande come il suo, sia più leggero non ci è chiaro. Ma è stato divertente, anche perchè secondo lei non ce l’avremmo fatta ad arrivare a Handras in giornata, e invece eccoci qui.
Io e Matteo stiamo bene, camminiamo veloci, e, dopo un tratto finale di asfalto, siamo arrivati a Handras. Siamo alloggiati da un inglese che ha 2 camere e un ristorantino.

Camminattori di oggi: Luca e Matteo

Dati tecnici:

Lunghezza della tappa: 20,7 km
750 metri di dislivello in salita, 200 in discesa
Difficoltà: media, sentiero quasi sempre tracciato, qualche tratto in cui si deve stare attenti all’orientamento
Punti forti: le gole dei morti (si chiamano così perchè si sono ritrovate centinaia di tombe minoiche), i villaggi di Ziros e Handras.

5 pensieri su “CamminaCreta giorno 01

  1. forza ragazzi!

    partire è sempre la fase più difficile di un viaggio, di un’avventura….

    sui miei scarponi ancora la polvere dei Monti Bianchi…
    sulla mia pelle un Loto
    sui miei pensieri Creta.

    lauretta

  2. Seguirti è continuare a godere del profumo del timo, dei pini, del rumore rilassante del mare, dei grifoni e gipeti che volteggiano. … semplicemente essere ancora immersi in così tanto dono della natura…
    Buon cammino Luca e grazie di condivedere con noi le tue emozioni.
    Enza

  3. Al mattino nella mia casa di città compio in silenzio i movimenti de “la via del cuore” e mentre il bastoncino sorvola libri lampade e piante il cuore sorvola paesi arriva ai colori e ai profumi dell’isola dove siete e beve il vostro viaggio. E sorride. Grazie.
    Ori

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