Prodromo giorno II – 17 ottobre

Katsiveli – Agios Ioannis

Oggi ho ascoltato la voce di mia madre la Terra di Creta, e ho scelto la via piu’ semplice, non siamo passati sulla cima del Pachnes ma siamo scesi a Potamos sulla via di Agios Ioannis. Tappa comunque molto impegnativa!

Nella valle di Potamos, poco prima del “mitato” (stazzo di pastori) siamo stati accolti in modo poco ospitale: uno sparo molto vicino. Due cacciatori sopra di noi, sulla costa della montagna. Mi spavento e mi chiedo se si fossero sbagliati e ci avessero scambiati per lepri o pernici.

Penso che Michael Moore abbia ragione quando nel film “Blowing a Columbine” sostiene la tesi per cui in una nazione in cui le armi sono vietate (lui fa l’esempio del Canada) il livello di violenza e omicidi sia piu’ basso.

A Creta il problema delle armi c’e’, c’e` la caccia e c’e` il bracconaggio. Mi viene in mente una storia accaduta non molto lontano da qui, in un villaggio della regione di Sfakia. Un uomo, un ragazzo, appassionato di caccia, uomo tranquillo, lavoratore, con famiglia, un giorno, a causa di un litigio con un vicino di casa per un confine tra due terreni, e’ entrato in casa, ha preso il fucile da caccia, e’ uscito in giardino e ha sparato al vicino dall’altra parte della rete, e per sua sfortuna l’ha ucciso.

Cosa spinga un uomo, un ragazzo, a fare un gesto come questo, senso di giustizia, rabbia, vendetta, quale sofferenza sia stata poco importa, ma questo sfakiota che conosco personalmente e’ in carcere da tanti anni e ha rovinato la vita sua e della sua famiglia.

Aveva una moglie e due bambini piccoli. Ora tutta la famiglia e’ stata obbligata dal tribunale ad andarsene dal villaggio dove viveva per paura dell’inizio di una faida, altro male di questi luoghi.

Se non ci fosse stato quel fucile a portata di mano…

La tappa e’ continuata in modo molto piacevole, il sentiero che da Potamos porta sotto lo Zeranokefala, passando dall’unica sorgente della zona, e’ uno dei miei sentieri preferiti sui Monti Bianchi. Rocce a strapiombo, cipressi contorti, affacci sul mare. Incontriamo una lepre, e due tedeschi, un papa’ con zaino immenso e figlia quattordicenne, lei cammina con i sandali da torrentismo. Mi stupisco, dicono che scendono nelle gole qui sotto, avventurosi davvero!

La sera siamo ospiti al villaggio di Agios Ioannis nella vecchia grande casa sulla collina, da Adonis Georgedakis, il fratello di Stelios, uno dei camminatori del prossimo CamminaCreta.

Lui e Ana ci preparano una semplice ma ottima cena con i sapori del villaggio: zuppa di lenticchie con tutti gli aromi di Creta, insalata del pastore con la mesithra, un formaggio tenero, poi olive, patate fritte, vino fatto da loro.

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